op.8, Trasparenze

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Dopo diverse composizioni che guardavano alla Sardegna ho voluto provare a studiare un altro repertorio, sempre all'interno del mondo delle musiche tradizionali e ho provato a confrontarmi con un altro riferimento.
Ho utilizzato una tecnica strumentale (l’interlocking) derivata dal repertorio tradizionale degli "amadinda" una tribù che vive(va) vicino al lago Vittoria in Africa.
La composizione inizia con i due musicisti che si presentano, presentano lo strumento e fanno sentire le parti singole, tutto come se assistessimo ad una intervista sul campo; poi si costruisce il pattern di partenza, (che è una trascrizione di un frammento originale amadinda) a questo punto si modula altrove, inizio un viaggio che esplora il repertorio tradizionale in oggetto e dopo una lunga digressione si ritorna ad un pattern amadinda; dopo questo lungo viaggio la composizione è chiusa con una coda dove appare la memoria della Sardegna.

Ce qui me semble, à moi, le plus haut dans l’Art (et le plus difficile), ce n’est ni de faire rire, ni de faire pleurer ni de vous mettre en rut ou en fureur, mais d’agir à la facon de la nature, c’est-à-dire de faire rever.

G. Flaubert