op.39a



Sin dall'inizio il mio lavoro di compositore gira intorno alla riflessione sul linguaggio musicale preesistente. A 20 anni ho sentito per la prima volta i trilli del quinto brandeburghese e l'anno prima avevo scoperto quelli del notturno op. 62 nr.1 di Chopin. In particolare il quinto brandeburghese mi ha accompagnato per molti anni e sempre il punto che pių mi colpiva erano i trilli, cosė per me il quinto č proprio quel punto lė. Dal 1998 ho avviato, come organizzatore musicale, un progetto di riflessione sui compositori del passato nel quale ho coinvolto molti compositori europei. Le due strade si sono riunite lo scorso anno (2001) e dopo aver scritto un trio intorno al trio in mi bemolle di Schubert (un altro dei miei amori) ho deciso di provare a scrivere qualcosa che mettesse in relazione questi due trilli che ho amato per tanto tempo.