op.34, Variazioni sui suoni della notte
1° versione



Quattro tentativi di accostare la natura. Il titolo fa riferimento a Klange der Nacht (1926), quarto movimento della suite "all'aria aperta" di Bela Bartòk. Un primo modo di accostarsi alla natura è il dare valore a altre musiche e al rapporto che hanno le società "altre" con la musica; da Oppo mi deriva l'interesse alla musica tradizionale della Sardegna e questa prima variazione parte proprio da un frammento di "sagra" una sua composizione del 1985. Un secondo modo è quello del "fervore" e cioè del brulicare di vita e della correlata riduzione del campo; sono due aspetti che troviamo nel misticismo e il compositore a cui ho fatto riferimento è Scelsi. La terza variazione è quella del silenzio, della attenzione al cosiddetto “rumore”; è quel mondo sonoro a cui la migliore musica acusmatica ci ha reso attenti, non c'è un compositore solo che mi sembra giusto citare in questo campo ma almeno quattro: Bayle, Fort, Parmeggiani e Sciarrino. E infine l'ultima variazione sulla possibilità di reintrodurre un ordine nella natura. I due compositori di riferimento, in questo campo, per me sono Grisey e Varese e di quest'ultimo l'oboe cita un punto di Hyperprism.