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op.27, Numeri
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Scritta tra il 97 e il 98, numeri è una riflessione digitale sulla Sardegna, all'interno della composizione sono state utilizzate musiche del repertorio tradizionale e non trasformate in vari modi antichi e moderni. Le trasformazioni numeriche sono infatti alla base della tecnologia informatica, che pitagoricamente riduce tutto a numero, ma anche alla base di molte tecniche compositive tradizionali.
Numeri è diviso in 4 parti; la prima parte è formata da 20 "crash" a cui seguono delle code di suono nelle quali appaiono materiali tratti dalle due principali tradizioni polivocali della Sardegna: il canto a tenores del centro sardegna ed il canto campidanese della parte meridionale.
La seconda parte utilizza alcuni suoni di strumenti a percussione e presenta alcune poliritmie (difficilmente realizzabili con dei musicisti "reali") queste poliritmie sono presentate insieme a dei materiali tratti dal gioco della morra (in francese mourre) ( è un gioco nel quale due uomini cercando di indovinare la somma che risulterà dai numeri che ad ogni giocata vengono mostrati con la mano da ogni giocatore) Il gioco della morra è molto diffuso in Sardegna e mi sembra un interessante esempio di musica "non intenzionale".
Nella terza parte siamo invitati ad acuire la nostra percezione, il livello della dinamica si abbassa, ascoltiamo dei glissandi verso le regioni estreme dell'acuto e del grave (per ragioni fisiche ognuno percepisce questa parte in maniera diversa). Suoni tipicamente elettroacustici (rumori bianchi, sinusoidi, etc.) si mixano con suoni tipicamente strumentali, didjeridoo e fisarmonica. E' una parte dove è importante il principio di “composizione” più che quello di trasformazione, siamo invitati a fermarci ed ascoltare con attenzione. Come in un viaggio in automobile appaiono anche suoni da una radio che cambia stazione, batteria (drum-set) basso elettrico. Tutto però incluso in questa richiesta di attenzione.
La quarta parte dura 5 minuti ed è costruita così: nella prima parte dopo un segnale iniziale con rumore bianco (sempre insieme ad altri suoni) parte una grancassa che lentamente accelera fino alla fine, appaiono altri suoni (come un riepilogo di tutta la composizione). La seconda parte è esattamente la lettura al contrario della prima parte , un canone retrogrado. Nella prima parte però sono presenti molti suoni già rovesciati e così le due parti non sono molto diverse, anche se è interessante notare come la nostra percezione le veda come differenti.
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