op.10, Mercato

R


La partitura prevede ampi spazi di "creatività" per gli interpreti. È la prima composizione di una serie derivata dallo studio delle problematiche della cosiddetta "improvvisazione" che l'autore preferisce chiamare "interpretazione creativa".

La composizione è stata concepita come unaoccasione per quattro strumentisti di dialogare con i soffi e i suoni di una voce amplificata.

Nella scelta dei suoni di ogni singolo strumento vanno quindi privilegiati quelli che, belli nel pianissimo, hanno relazione con le sonorità scelte dalla voce. Il pezzo va eseguito con l’amplificazione regolata in maniera tale da rendere udibili tutti quei suoni pianissimo che stanno tra la “voce” e il “soffio”.

Tutta la composizione può essere trasposta in relazione alle esigenze della voce e dello strumento a fiato.