op.1, EO'

R


La mia musica è un costante tentativo di combinare varie cose, vari generi musicali. In questa composizione troviamo:

1 la musica tradizionale della Sardegna
2 la tecnologia moderna
3 il concetto di "installazione"
4 un procedimento compositivo tipico della musica colta: il canone.


Di solito per realizzare un canone, sono necessari varie voci o strumenti.
Chiediamoci: qual'è la caratteristica della forma che noi chiamiamo canone?
La caratteristica è questa: tutte le voci ripetono in qualche maniera quello che ha fatto la prima voce, sono diciamo simili alla prima voce. La differenza tra il canone come è stato usato nella storia della musica e questa composizione sta in questo: nella musica precedente alla mia ( l'unica eccezione è forse la musica di S. Reich) la singola voce era un elemento stilisticamente congruente con il "tutto" (la somma delle parti), nella mia musica invece le cose stanno diversamente. Le singole parti derivano dalla tradizione della musica contemporanea "colta", questo significa che i ritmi sono "complessi", le note non formano "melodie" nel senso tradizionale, troviamo infatti molti intervalli difficili da cantare; la somma delle parti invece , deriva dalla musica tradizionale della mia terra: la Sardegna. Nella composizione si "definisce" un brano dal repertorio per launeddas, strumento con il quale spesso mi sono confrontato. Il canone è una forma polifonica per più voci o strumenti, io ho usato invece una sola voce moltiplicandola però per mezzo della tecnologia moderna (non modernissima). Ho usato un registratore a 8 piste che raccoglieva e rimandava in tempo reale i suoni della cantante, questo avveniva grazie all'utilizzazione di 1 grande anello di nastro lungo quasi 40 metri. Attraverso una tecnica di decostruzione-costruzione si affronta in questa opera un problema antico nella storia della composizione (il canone) e attraverso l’elettroacustica si ottengono dei nuovi risultati sonori ed una nuova visione di strutture musicali tradizionali. La tecnica compositiva è come uno zoom o una lente che in parte distorce ed in parte mette in evidenza alcuni aspetti di un blocco sonoro derivato dalla musica tradizionale della sardegna Questa musica con la sua commistione di moderno e antico, con l'importanza che dà a quella che potremmo definire una "nuova spettacolarità" ( il rapporto quasi da realtà virtuale che l'interprete è tenuto ad avere con la macchina), con la sua riflessione sui "fondamenti", questa musica è una musica che mi rappresenta e che credo continuerò a scrivere.

Dal 1998 esiste la possibilità di eseguire questa composizione in maniera molto semplice utilizzando un computer apple e il software max-msp.