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Intorno a Schumann
Ha senso toccare i monumenti?
meglio ancora ha senso non toccare ?
lasciare le cose lì perfette, compiute,
sterili?
Anche quest’anno il tema proposto ai 5 musicisti inviatati a comporre le musiche elettroacustiche che ascolteremo è stato quello dell’utilizzazione di materiali tratti da registrazioni di “monumenti” del passato.
L’anno scorso Schubert, quest’anno Schumann, l’anno prossimo Chopin.
Viene riproposta la formula del primo dei due concerti dello scorso anno: un pianista alterna opere “originali” alle nuove composizioni e così incontriamo anche un’altro grande monumento, la forma del recital pianistico, sempre più stereotipa affrontata quasi solo da interpreti che invece di interpretare “eseguono”.
Cito una citazione contenuta nell’articolo
dello scorso anno di Giordano Montecchi:
Bartók Musica e razza pura
(1944) “... a causa dell’incessante e reciproco influsso delle musiche
popolari dei singoli popoli, si è venuta formando una immensa complessa, inaudita
ricchezza di melodie e tipi melodici. L’impurità razziale così determinatasi
deve dunque decisamente considerarsi un fatto positivo.”
l’effetto di posizioni “diverse” basate
sull’intolleranza e sulla purezza è oggi (maggio 999) sotto i nostri occhi,
il problema delle etnie, di cui anche la musica colta
dell’ 800 e del 900 e il concetto stesso di “monumento” fanno parte, è ormai
sul tavolo
un testo è sempre una occasione per interpretare
(Lucio garau)
sabato 29 maggio 1999, ore 21
Cagliari, Chiesa di Santa Chiara
pianoforte: Francesco Libetta
regia del suono: Lucio Garau, Enzo Pellegrini, Gian Marco
Mora
Programma del concerto
Enzo Pellegrini
Schuma che r...
Gian Marco Mora
OSDAS
Ulrich Krieger
SCHA/K-5.2-44
Doenado el Ur
Blind Man's XYZ Buff
Armando Gagliano
Es geht gedampfter Trommel Klang
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