Protagonista
il movimento dei suoni nello spazio. Il pubblico seduto al centro di un
piccolo anello ferroviario circondato da quattro percussionisti, un piccolo
treno viaggia trasportando suoni.
Scopo dello spettacolo è di attirare l'attenzione del pubblico
su una caratteristica del suono: la direzionalità, che normalmente
viene utilizzata nella vita di tutti i giorni per orientarsi, ma che è
stata praticamente assente finora dall'orizzonte estetico della musica
colta ed extracolta.
A tal fine la partitura prevede che il pubblico sia 'amorevolmente' circondato
di suoni, prevede ampi spazi per la creatività di quattro interpreti
nell'ambito di quattro parametri tradizionali (altezze, durate, intensità
e timbri) e incentra il suo discorso, invece, proprio sui concetti di
fronte sonoro e di 'spostamento'.
E' la prima volta, nella storia della musica, che gli strumenti si muovono
da soli indipendentemente dagli esecutori e forse oggi possiamo affrontare
questo problema con un certo distacco dalla necessariamente dominante
tecnologia dell'amplificazione.
Pianta planimetrica realizzata da
Gianfranco Lucchino
rappresentante il percorso
circolare del treno
sonoro, nel disegno sono visibili
i quattro accessi per il pubblico
che viene collocato all'interno
dell'anello ferroviario durante
l'intero spettacolo;
esterne e in posizione mediana
rispetto agli accessi per il
pubblico vengono disposte
le quattro postazioni dei percussionisti.